Punti di vista
Non erano assenti. Erano amministrati. Giorgio Celiberti, Valerio Adami e Mario Ceroli continuano da decenni ad abitare mostre, collezioni ed archivi. Perché allora il sistema dell’arte torna oggi su queste figure? Più che una riscoperta, il fenomeno sembra raccontare il modo in cui musei, archivi e mercato trasformano alcune carriere artistiche in forme di durata culturale.
Tra Biennale di Venezia, New York Art Week, Frieze, TEFAF e aste, l’arte globale attraversa una fase di accelerazione in cui attenzione, istituzione e mercato si confermano a vicenda. Dopo Venezia, New York verifica quali immagini, artisti e narrazioni possono trasformarsi in valore, fiducia e durata
Nel sistema dell’arte contemporanea il valore continua a circolare, ma ciò che si indebolisce è la sua capacità di imporsi come evidenza condivisa. Tra mercato, istituzioni e ritorno a figure già storicizzate, cresce il peso dei dispositivi che costruiscono la credibilità delle opere prima ancora della loro piena verifica.
La Biennale non introduce un altrove: addensa il presente.
A Venezia, le opere non si impongono come oggetti isolati, ma agiscono come variazioni del paesaggio, modificando il modo in cui lo sguardo si distribuisce nello spazio.
Ne emerge una sintassi mobile dell’attenzione, in cui città e arte si dispongono nella stessa esperienza.
l’incanto oggi, non riguarda ciò che non comprendiamo, ma ciò che, anche quando è chiaro, non si esaurisce.
Un’analisi critica su come la mostra stia diventando il vero dispositivo di senso nell’arte contemporanea. Dalla Biennale di Venezia al collezionismo globale, l’opera non coincide più con un oggetto isolato ma con un campo di relazioni, analisi di Martina Gecchelin per Postilla d’Arte.
FLOWERS, Dal Rinascimento all'intelligenza artificiale, Chiostro del Bramante, Roma, 2024.
Kanal- Centre Pompidou, Bruxelles, Ex garage Citroën, spazio in trasformazione.
Berndnaut Smilde, fase di realizzazione di Nimbus, 2025, Palacio de Estoi, Faro. Fotografia: Ceeftninck, courtesy of the artist
Tacita Dean, Tacita Dean, Museum of Contemporary Art Australia (MCA), Sydney, 8 Dec 2023 – 3 Mar 2024.
Simone Crestani, Prismatic Pool, 2025. Installazione luminosa in vetro borosilicato soffiato a lume, struttura metallica e luci LED. Foto: Alberto Parise.
Katsushika Hokusai, Red Fuji (Fine Wind, Clear Morning), ca. 1830–1832. Xilografia policroma (ukiyo-e).
Katsushika Hokusai, La grande onda di Kanagawa, ca. 1830–1831, xilografia policroma (ukiyo-e), dalla serie Trentasei vedute del Monte Fuji.
Parigi, 19 ottobre 2025. Tecnici al lavoro sui rilievi accanto alla finestra infranta della Galerie d’Apollon al Louvre, poche ore dopo il furto.
Bernd e Hilla Becher, Water Tower, serie fotografica 1960-80, Guggenheim Museum, New York
L'archivio silenzioso: i segreti di come la fotografia anonima tedesca riscrisse la serialità americana
Bernd e Hilla Becher, Water Tower, serie fotografica 1960-80, Guggenheim Museum, New York
Una collezione racconta molto più delle opere che custodisce. Racconta il tempo necessario perché il desiderio diventi una scelta, e una scelta diventi uno sguardo.