Punti di vista
Il possesso visibile. Come il desiderio trova il tempo di diventare cultura.
Una collezione racconta molto più delle opere che custodisce. Racconta il tempo necessario perché il desiderio diventi una scelta, e una scelta diventi uno sguardo.
Non erano assenti. Erano amministrati.
Non erano assenti. Erano amministrati. Giorgio Celiberti, Valerio Adami e Mario Ceroli continuano da decenni ad abitare mostre, collezioni ed archivi. Perché allora il sistema dell’arte torna oggi su queste figure? Più che una riscoperta, il fenomeno sembra raccontare il modo in cui musei, archivi e mercato trasformano alcune carriere artistiche in forme di durata culturale.
Dal Mediterraneo all’Atlantico. Dopo Venezia, New York verifica il sistema dell’arte
Tra Biennale di Venezia, New York Art Week, Frieze, TEFAF e aste, l’arte globale attraversa una fase di accelerazione in cui attenzione, istituzione e mercato si confermano a vicenda. Dopo Venezia, New York verifica quali immagini, artisti e narrazioni possono trasformarsi in valore, fiducia e durata
Dove stiamo andando, se il valore non basta più
Nel sistema dell’arte contemporanea il valore continua a circolare, ma ciò che si indebolisce è la sua capacità di imporsi come evidenza condivisa. Tra mercato, istituzioni e ritorno a figure già storicizzate, cresce il peso dei dispositivi che costruiscono la credibilità delle opere prima ancora della loro piena verifica.
Venezia 2026. La Biennale che addensa il presente
La Biennale non introduce un altrove: addensa il presente.
A Venezia, le opere non si impongono come oggetti isolati, ma agiscono come variazioni del paesaggio, modificando il modo in cui lo sguardo si distribuisce nello spazio.
Ne emerge una sintassi mobile dell’attenzione, in cui città e arte si dispongono nella stessa esperienza.
L’incanto, oggi. Non ciò che seduce, ma ciò che continua ad agire
l’incanto oggi, non riguarda ciò che non comprendiamo, ma ciò che, anche quando è chiaro, non si esaurisce.
La vera opera. Sulla mostra come nuovo formato di pensiero dell’arte contemporanea
Un’analisi critica su come la mostra stia diventando il vero dispositivo di senso nell’arte contemporanea. Dalla Biennale di Venezia al collezionismo globale, l’opera non coincide più con un oggetto isolato ma con un campo di relazioni, analisi di Martina Gecchelin per Postilla d’Arte.
Botanica emotiva: l’estetica della gratitudine e la trasformazione dell’interiorità.
FLOWERS, Dal Rinascimento all'intelligenza artificiale, Chiostro del Bramante, Roma, 2024.
La fiera che non decide. Arte Fiera Bologna e l’estetica della sospensione.
Arte Fiera Bologna 2026, Padiglione Esprit Nouveau, Performance.
Architettura del tempo. Il museo europeo e la resa praticabile del rischio
Kanal- Centre Pompidou, Bruxelles, Ex garage Citroën, spazio in trasformazione.
Tante strade, un’unica cautela. Sincronia negativa e gestione del rischio nel contemporaneo
Veduta di allestimento. Leila Heller Gallery, Dubai.
Rifugio semiotico. Sopravvivere al discorso: sull’opera che non vuole più spiegarsi.
Berndnaut Smilde, fase di realizzazione di Nimbus, 2025, Palacio de Estoi, Faro. Fotografia: Ceeftninck, courtesy of the artist
Quando la critica arriva dopo, il prezzo diventa l’unica grammatica disponibile
Nicolas Party, Still Life, 2018-20, courtesy Hauser&Wirth, particolare.
Il credito dello sguardo. Perché oggi non basta vedere: Maria Helena Vieira da Silva riapre lo spazio, Tacita Dean espone la fragilità del tempo.
Tacita Dean, Tacita Dean, Museum of Contemporary Art Australia (MCA), Sydney, 8 Dec 2023 – 3 Mar 2024.
Oltre l’evento. Simone Crestani: la genetica del gesto come grammatica della durata
Simone Crestani, Prismatic Pool, 2025. Installazione luminosa in vetro borosilicato soffiato a lume, struttura metallica e luci LED. Foto: Alberto Parise.
L’Europa guarda il Giappone per capire se stessa. Perché l’ukiyo-e torna oggi al centro dello sguardo europeo
Katsushika Hokusai, Red Fuji (Fine Wind, Clear Morning), ca. 1830–1832. Xilografia policroma (ukiyo-e).
L’effetto farfalla di Hokusai sul mercato globale
Katsushika Hokusai, La grande onda di Kanagawa, ca. 1830–1831, xilografia policroma (ukiyo-e), dalla serie Trentasei vedute del Monte Fuji.
Il tempo breve dell’eternità. Come l’arte oggi accade nel tempo
Parigi, 19 ottobre 2025. Tecnici al lavoro sui rilievi accanto alla finestra infranta della Galerie d’Apollon al Louvre, poche ore dopo il furto.
Il gesto come asset: Hartung, Gutai e l'anteprima del valore di mercato
Kazuo Shiraga, Exhibitions Mnuchin Gallery, 2015, New York
Gli interstizi del valore: Cattelan e Vettriano come sentinelle del mercato contemporaneo
Maurizio Cattelan, America 2016, Solomon R. Guggenheim Museum, New York
Una collezione racconta molto più delle opere che custodisce. Racconta il tempo necessario perché il desiderio diventi una scelta, e una scelta diventi uno sguardo.